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Comprare e vendere su Etsy: alcune opinioni

Ho aperto il nostro negozio su Etsy sette anni fa, erano i primi di marzo. Non é stata una decisione presa in un giorno e soprattutto fatta in poco tempo. Dopo i mercatini di Natale a cui io e mio zio abbiamo partecipato ho iniziato a visitare regolarmente il sito, letto il “manuale del venditore”, fatto ricerche per capire come scrivere un titolo, imparare e fare delle foto decenti, descrivere in maniera efficace gli articoli che volevo pubblicare, studiare inglese a dodici anni dalla maturità.

CHI SIAMO

Mio zio crea delle colorate e simpatiche decorazioni in legno e gioielleria etnica. E’ lui l’artigiano della famiglia. Nella zona della Sicilia da cui proveniamo non c’è mai stato del vero turismo e poi certi oggetti si vendono solo d’estate nel mercatino sul lungomare dove la gente passeggia dopo cena e si rilassa. Ho avuto un’altra riflessione: lavorare all’aperto montando e caricando e smontando e scaricando scatole é un lavoraccio che non si può fare ad oltranza, senza poter immaginare quello che gli artigiani stanno vivendo sulla pelle in particolare quest’anno. All’epoca ero senza lavoro e dunque avevo tutto il tempo per approfondire e imparare qualcosa di diverso che ero sicura mi avrebbe aiutato anche nel futuro. Alla luce degli eventi che stanno capitando ora in tutto il mondo mi reputo soddisfatta degli sforzi che faccio per avere un negozio online interessante e creativo. Mi impegno nel migliorarlo per compensare la perdita delle vendite che lui avrebbe potuto fare di persona.

VENDERE OGGETTI FATTI A MANO

La prima vendita arriva all’inizio di luglio 2013. Sono due fermaporta, non uno ma ben due. Destinazione : America. Dopo l’attimo di euforia arriva il panico. Come incartarli? e spedirli? Opto per la carta regalo e il nastro, aggiungo la ricevuta e tutta contenta mi dirigo all’ufficio postale del paese. Ho sperato a lungo in una risposta dell’acquirente, una mail, una recensione. Niente. Dopo sette anni e circa trecento vendite posso chiaramente ammettere che il momento più emozionante di questa attività non é ricevere la notifica della vendita (e dunque dell’incasso) ma il messaggio del cliente che ti conferma la ricezione del pacco ed è felice di quello che ha ricevuto. Mi sta incoraggiando. E’ proprio in quel momento che ho la motivazione a continuare.

Vendere on-line senza competenza specifica e con pochissimi soldi è arduo. Risulta complicato gestire un sito se non ha il tempo da dedicarci anche chi le competenze le ha. Il mio personale cruccio sono le visualizzazioni: se non ho inserito le giuste parole chiave nessuno vedrà l’inserzione. Se poi la fotografia risulta sfocata e neutrale ci saranno ancora meno probabilità che venga acquistata. Mi ci sono voluti 5 anni per capire come funzionava questo meccanismo chiamato digital marketing. Ed è vero anche che migliorando la comprensione dell’inglese ho avuto maggiori possibilità di leggere, ascoltare e guardare lezioni e articoli guida, cosa che continuo a fare settimanalmente sui blog e gruppi di Facebook.

Nel frattempo ho anche migliorato una linea di collane di stoffa e altra bigiotteria che portavo già in giro nei mercatini estivi in Sicilia, mi sono trasferita a Malta e ho finalmente iniziato a lavorare in biblioteca dopo 10 anni dalla laurea magistrale in Conservazione dei beni culturali. Trasferirmi a Malta è stato fondamentale per parlare e scrivere in inglese quasi fluentemente. Infatti circa il 70% degli articoli che ho inviato in questi anni è arrivato in America, Canada, Australia, Giappone, Thailandia, Singapore, Israele grazie alle inserzioni in inglese e le risposte rapide che ho dato via email.

Aprire questo negozio ha cambiato i miei interessi. 

Dieci anni fa non leggevo affatto articoli di moda e tendenze, come non mi interessava leggere di psicologia e tecniche di comunicazione. Da quando curo questo spazio e da poco anche questo blog, la sfera dei miei interessi si é ampliata. Oggi leggo probabilmente più saggistica che letteratura rispetto a tempo fa, ma credo sia naturale quando si lavora in una biblioteca universitaria. Confesso inoltre che il marketing è un campo di studi davvero applicabile ovunque.

SCEGLIERE CON CONSAPEVOLEZZA

Ma perchè ho scelto proprio Etsy e non un altro marketplace ti starai chiedendo, mia cara lettrice.

Perchè ne ho apprezzato la filosofia, il messaggio che passa attraverso il loro sito. Per primi hanno sostenuto il progetto di piantare nuovi alberi per compensare le emissioni dovute al trasporto internazionale. E’ una  piattaforma specifica dove si trovano sia memorabilia che oggetti curiosi vintage e non solo e anche tanto tanto design in senso ampio e artigianato di ogni tipologia. Per non parlare di arte e illustrazioni. E’ davvero un luogo creativo e ideale per comprare regali.

Di seguito ci sono dei link che ho trovato interessanti, per chi vuol saperne di più.

Le guide all’acquisto di Etsy:

https://help.etsy.com/hc/it/articles/115013196707-Come-acquistare-un-articolo-su-Etsy?segment=shopping

https://help.etsy.com/hc/it/articles/115015521108-Fare-acquisti-su-Etsy-un-introduzione?segment=shopping

https://help.etsy.com/hc/it/articles/115015410208-Suggerimenti-per-fare-acquisti-sicuri-su-Etsy?segment=shopping

Siti utili a chi non ha mai acquistato su Etsy: 

https://www.aranzulla.it/come-funziona-etsy-1126972.html?fabm=file

https://www.matrimonio.com/forum/etsy-com-sito-affidabile–t372762

https://hobby.alfemminile.com/forum/avete-mai-comprato-su-etsy-fd1273715

https://it.bestshopping.com/opinioni-negozio-etsy.html

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Portachiavi artigianali in legno d’ulivo

Gli alberi d’ulivo crescono dappertutto a nord e sud del Mediterraneo e sono facilmente riconoscibili anche per chi non conosce particolarmente le piante. La sua forma nodosa e il grosso tronco ne fanno un’opera d’arte naturale. Ma prima di parlare dell’utilizzo del suo legno e dei suoi frutti vorrei fare presente anche l’aspetto storico e simbolico di questo arbusto, presente da millenni nella cultura e religione. Se era già considerato sacro per Greci ed Ebrei, assume maggiore rilievo l’uso del rametto d’ulivo con la religione e tradizione cristiana, è generalmente oggi considerata come pianta simbolo di pace e fratellanza.

L’Olea Europea ha tantissime proprietà terapeutiche.

L’olio è sia alimento che medicina mentre con le foglie si possono fare decotti e infusi che

sono degli antifiammatori naturali.

In Italia la diffusione dell’ulivo è in tutte le regioni e proprio per questo in quelle regioni che ne sono ricche, nell’arco dei secoli si è diffusa una grande tradizione dell’artigianato del legno. Sin da tempi antichi e medievali, si realizzano oggetti unici dalle irregolari venature scure che hanno l’odore intenso e profumato del suo legno. Ebanisti, tornitori e altri artisti del legno hanno realizzato numerose opere scultoree nelle chiese, raffigurando santi e beati, pulpiti e altre decorazioni e nelle abitazioni private come giocattoli, cornici e altri oggetti ornamentali

Chi tiene un monile di ulivo ha amore e rispetto verso la natura

e se sceglie di acquistarlo artigianale ha anche coscienza e rispetto del lavoro,

dell’ingegno di quell’uomo o quella donna .  

Mio zio, da sempre grande appassionato di questo legno crea dei semplici portachiavi a forma di animale usando dei pezzetti di ulivo provenienti dalla potatura annuale dell’albero. Con la stessa dima che usa per fare le calamite in abete, ritaglia con il seghetto alternativo la forma del portachiavi, che dopo modella con la carta vetrata. Appone con il trapano un piccolo foro su ogni portachiavi per poter inserire in seguito un filo di cotone che intreccia e annoda o un cavetto semirigido di acciaio ed un anello in acciaio inossidabile. Perche’ abbiano un effetto finale ancora piu’ liscio al tatto e un colore vivido, li tampona con dell’olio per il legno che li rende poco assorbenti all’acqua. Sono quasi tutti pezzi unici, fatti solo da lui e sono davvero pratici, solidi e duraturi. Il mio e’ un delfino che uso ogni giorno per aprire il portone di casa. La sua forma lo rende facilmente riconoscibile quando lo cerco nella borsa. Anche non guardoci dentro.

Per vederli tutti visita il sito : mediterraneanart.etsy.com

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Il geco, il pesce e le farfalle per personalizzare e colorare casa

Decorazione in legno dipinta a mano per scrivania, mensola, parete. In legno tagliato, levigato, e dipinto a mano con colori acrilici e poi con vernice protettiva.
Il geco è un rettile molto comune nelle zone a clima temperato ed ha diverse particolarità che lo contraddistinguono: la capacità di adattamento e cambiamento dei colori, la zampe che riescono ad aderire su vari tipi di superfici e ancora la dotazione della voce anziché di un sibilo che permette di comunicare fra loro. E’ innocuo ma soprattutto utile, infatti si ciba di insetti, per il suo intervento è apprezzato nelle abitazioni. Per molte culture rappresenta l’adattabilità, la rigenerazione, la forza e la capacità di sopravvivenza. E’ anche simbolo di eterna amicizia.

Capodoglio in legno tagliato, levigato, dipinto a mano con colori acrilici e poi con vernice protettiva. Pezzo unico particolarissimo grazie alla coda in rame, ricavata da scarti di altre lavorazioni. L’occhio è ricavato da un chiodo e da un dischetto di cuoio.
Sul retro un filo di spago ti permetterà di appenderlo nel verso che più ti piace.

https://www.etsy.com/listing/618478486

Simpatici quadretti colorati fatto a mano. I colori usati sono acrilici ad acqua mentre la tavola di supporto é in abete. Decorazione versatile e allegra per riscaldare un ingresso o la camera del bambino e persino la cucina. https://www.etsy.com/listing/525194241

Tartaruga marina ispirata alla specie mediterranea “Caretta Caretta”.
In legno tagliato, levigato, e dipinto a mano con colori acrilici e poi con vernice protettiva. Pezzo unico realizzato questa colorata decorazione si puo’ appendere anche in veranda, purche’ non direttamente ai raggi solari che possono alterarne il colore. Una bustina allegata contiene il kit per fissarla sulla parete nella posizione che più piace. https://www.etsy.com/listing/209203590

https://www.etsy.com/listing/450966756

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Tasca portaoggetti fatto a mano : cucito creativo per casa

Quando arriva il momento ad ogni cambio di stagione di sistemare piccoli accessori nei nostri armadi come ad esempio le cinture, le sciarpette o le calze non sappiamo mai dove e come sistemarle! Il “vestitino” é stata una soluzione per ordinare in casa ed una originale idea regalo per chi come mia mamma, ama cucire.

Sembra un abito da bambina invece é un un porta sacchetti, asciugamani, biancheria, calzini, calze, mollette per il bucato, kit lana o uncinetto. Dotato di una gruccia al suo interno, si può facilmente appendere e spostare nell’armadio, dietro la porta, al muro. Oltre al foro centrale dove riporre ciò che si vuole, sono cucite due tasche esterne. E’ molto resistente perchè il tessuto cucito é doppio. E’ un pezzo unico perche’ realizzato con scampoli di stoffa. Guarda qui gli altri colori disponibili : https://www.etsy.com/it/listing/545041309

Nell’ordine o nel disordine mi sento comunque allegra, ma se sono in un luogo che posso chiamare casa. Quando organizzo gli spazi e dispongo gli oggetti, metto in ordine anche le mie idee e rifletto sul da farsi.

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La collezione di stoffa

In questi anni penso di aver realizzato centinaia e centinaia di collane come queste in foto, per lo più le abbiamo vendute nei mercati e solo da qualche anno su Etsy. Quello che ho scoperto nel corso degli anni essere più apprezzato è il tipo a nodini multifilo, facile (ma non velocissimo) da fare e splendido da indossare. Puoi torcerlo oppure no. Prova ora a farla anche tu, sara’ divertente!

Cosa ti serve per fare un girocollo da 60 cm: 

da 4 a 8 fettucce da 210/250 cm (dipende l’elasticita’ del tessuto), un bottone da abbinare, ago, filo per cucire del colore più simile alla fettuccia, forbici.

Come si fa:

lascia un paio di centimetri e comincia ad annodare il filo stringendo i nodi con calma e facendo attenzione a non lasciare spazio fra l’uno e l’altro. Cerca di mantenere il filo dritto, per avere dei nodi omogenei e non torcere troppo il filo stesso.

Quando tutti i fili saranno annodati, mettili in piano uno accanto all’altro e assicurati che tutti abbiano lo stesso margine ad eccezione di un lato solo, piu’ esterno, che sara’ piu’ lungo perche’ diventera’ l’asola.

Bene, arrivati a questo punto puoi cominciare a cucire la prima estremita’. Dopo dall’altra parte e poi creando l’asola. Aggiungiamo il bottone. Ce l’hai fatta! 

C’é la variante con moschettone, oppure con fettuccia arrotolata e cucita attorno, come in questo caso:

Sciarpa collana cucita a mano nei colori latte, celeste e nero. Ha quattro fili di fettuccia di cotone poco elasticizzata annodati pazientemente.
https://www.etsy.com/listing/452932234

Ho provato, ma con scarsi risultati a fare qualche video dimostrativo che puoi comunque trovare sulla mia pagina mediterraneanartcrafts.facebook.com

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Mercatini dell’usato e di beneficenza a Malta

Adoro visitare mercati, mercatini delle pulci e dell’antiquariato. Quest’ultimi a Malta sono i più numerosi e sono tutti gestiti da associazioni di beneficenza in favore di cani o gatti randagi. Ogni qualvolta visito uno di questi luoghi, il primo pensiero che mi assale è sul numero di oggetti di cui prima vogliamo assolutamente circondarci per poi successivamente sbarazzarcene. Non riusciamo ad ammettere quanto siamo ricchi. Si ha voglia sempre più spesso di cambiare mobilio, abiti, attrezzature e così per pochi soldi si trovano oggetti praticamente nuovi. Da anni vi acquisto abiti e non solo. Lo faccio in primo luogo perché sento che nel mio piccolo contribuisco a immettere meno immondizia non riciclabile nell’ambiente e quando acquisto per beneficenza so che i miei soldi verranno spesi bene da persone motivate per delle buone cause.

Foto di Phad Pichetbovornkul su Unsplash

Adoro girovagare nei charity shop di Malta, dove sebbene di ridotte dimensioni, ce n’è almeno uno per villaggio. Non tutti sono bene organizzati ma vale la pena darci occhiata. Sono solitamente aperti tutte le mattine, qualcuno anche nelle prime ore del pomeriggio. Qui le signore volontarie sono sempre di buonumore. Adoro esplorare questi luoghi perché sono davvero educativi, e mi riferisco in particolare ai mercatini delle pulci e dell’antiquariato. Lì si trovano oggetti che vedrei altrimenti visitando un museo etno-antropologico, come certi registratori, radio, attrezzi da cucina, cartoline e francobolli, giocattoli e libri. Mi ha emozionato vedere recentemente anche una scatola piena di musicassette scritte a mano.

Credo di cuore che questi luoghi dovrebbero essere promossi per l’alto potenziale culturale e di aggregazione sociale, in particolare per il pubblico giovanissimo.


C’è però di mia conoscenza un solo mercato delle pulci e dell’antiquariato che si svolge ogni domenica mattina a Birgu (o Vittoriosa) dove mi piace andare a rovistare, ma solo in certi periodi dell’anno. Il luogo del mercato e’ una sorta di campetto sportivo. Quando ha piovuto il suolo è fangoso per cui poco praticabile sia per il visitatore ma soprattutto per il venditore che non può disporre a terra gli oggetti. Meglio visitarlo presto in quanto dalle ore 11 alcuni cominciano a mettere via e disfare la bancarella. In Agosto fa così caldo che non ci vado mai. Sembra un mercato nato spontaneamente e rimasto tale. Riesco a distinguere chi ha un po di antiquariato, chi ha comprato in blocco rimanenze di magazzino e chi si presenta con le proprie cose personali, magari disponendole alla rinfusa su un telo. Magari un venditore sullo stesso piano o plaid ha stoviglie antiche e scatole di caricabatterie, piccoli elettrodomestici e giocattoli. Oppure libri e riviste accanto ad aggeggi metallici da ferramenta che non saprei come meglio definire. Generalmente non vedo molte facce da turista, pochi giovani e famiglie, ma di gente ce n’è. Mi piace andarci perché è un luogo che stimola la fantasia e mi tiene concentrata. Proprio perché sono accostati fra loro certi oggetti che non hanno una connessione logica, quando sono in cerca di qualcosa in particolare mi tengo concentrata sul tipo di oggetto che voglio trovare, per esempio focalizzo sulla forma o il colore dell’oggetto che mi aspetto di vedere. Altrimenti rischierei di tornare a casa con in borsa un altro oggetto e la mia casa ha dimensioni alquanto ristrette!

Il mio fantastico manichino

Non sempre sono fortunata al primo colpo ma mi reputo abbastanza soddisfatta dei miei acquisti sostenibili: un prezioso manichino, che ha di certo migliorato l’esposizione delle collane che cucio a mano e che puoi vedere su www.mediterraneanartcrafts.com. Una simpatica scatola per le spolette fatta a mano dalla moglie del venditore, che era un po scollata ma l’ho rimessa in sesto. Due fantastici reggilibri in ebano a forma di elefante. Uno dei due ha perso le zanne ma sono ugualmente belli. Ho poi trovato dei piatti in porcellana cinese con decori aborigeni australiani ancora nella loro scatola originale, un portalettere e cornice per foto a forma di scaffale di libri, della bigiotteria da riciclare, vinili e giradischi in ottime condizioni, piante grasse e altri oggetti utili per la casa. 

Alcuni di questi tesori non li troverò mai al centro commerciale.

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Sciarpa collana a nodini di stoffa

Mi diverto tantissimo nell’annodare fili kilometrici di fettuccia con cui creo morbide sciarpe gioiello rifinite con un bottone o moschettone.

Sai cos’e’ la fettuccia? E’ una striscia di stoffa di cotone o di acrilico venduta in gomitoloni. Si tratta per lo piu’ di cimose, ovvero quelle bordure laterali delle stoffe che si scartano nelle industrie tessili e un genio (si secondo me lo e’) ha cominciato a riutilizzarle e diffonderne l’uso qualche anno fa. Si possono usare in mille modi sia con le proprie mani che con l’uncinetto. Si trovano sia in tinta unica che a stampa nelle mercerie. Di solito ogni gomitolo differisce un pochino dagli altri.

Generalmente per fare una sciarpa come questa qui sotto taglio quattro fili di 3,5/ 4 metri ciascuno. Li annodo uno ad uno, poi cucio a mano le estremita’ e rifinisco. La lunghezza finale dipende dallo spessore del tessuto e da quanto sia elasticizzato.

Collana rosso rubino e blu arabesque disponibile qui : https://www.etsy.com/it/MediterraneanArt/listing/733257943

Alcune fettucce sono sottili e leggere per cui preferisco fare una collana con molti fili, altre invece sono voluminose, come questa qui di seguito con due toni di rosa e rifinita con un bottone di cocco.

Collana rosa e ortensia diponibile qui: https://www.etsy.com/it/MediterraneanArt/listing/521982495

Accettiamo ordini personalizzati. Se hai visto un modello che ti piace ma lo vorresti di un altro colore, scrivici a: mediterraneanartcrafts@gmail.com o contattaci sui social media. Siamo su Etsy dal 2013 e qui ci sono alcune delle nostre ultime recensioni, di cui ne sono molto orgogliosa :


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Lo scampolo di fresco lana: Sciarpa ad anello in tessuto floreale rosso fatta a mano

Fin da ragazzina mi hanno insegnato a fare sempre domande per capire la natura delle cose e la mia insegnante di storia e filosofia ha lasciato un gran segno nel mio modo di pensare e fare. Per ogni cosa cerco una causa ed un effetto, possibili connessioni esistenti…solo pensando in questo modo sento di raggiungere una migliore comprensione di un fatto o comportamento e un diverso livello di significato per qualcosa, oggetto o astrazione.

Un’altra cosa poi che fa parte di me e che ho appreso in particolare dalle donne di casa, nonna e mamma, è riciclare il più possibile, con riferimento a vestiti, tessuti e finiture come bottoni, cerniere e quant’altro. Detto ciò vorrei raccontare di una, o meglio due collane sciarpa.

Gianna, una cara amica di famiglia, conservava da circa trent’anni uno scampolo di tessuto che le aveva regalato la cognata quando ancora lavorava in una fabbrica di tessuti su in Veneto. Erano tempi in cui dalle parti dove sono cresciuta si comprava la stoffa al mercato o dalla signora Raffa o al Cubo Magico (le uniche mercerie della zona che vendevano tessuti per abiti). Allora non tutti avevano il guardaroba acquistato in negozio, piuttosto si facevano gli abiti in casa, soprattutto ai bambini e signore. Mi torna in mente quando da bambina vedevo spesso sul tavolo della cucina carta velina puntata con gli spilli sopra strisce di stoffa di formato diverso e alcune donne del paese invitate o per cucire con mia mamma o per discutere su come rifinire o modificare un capo. Mi piaceva ascoltare le loro conversazioni sul nuovo numero della rivista di moda con tutti i cartamodelli che si passavano e si scambiavano e su quello del catalogo di Postal Market dove potevano trovare nuovi spunti e idee.

Durante le scorse vacanze natalizie Gianna e il marito erano da miei a cena e si discuteva che al giorno d’oggi si compri “fatto e buono” perche’ non si ha più tempo da dedicare alla realizzazione di un unico capo e anche perché in zona è ormai difficile trovare commercianti di stoffa.
E’ così fu che Gianna ricordò di avere a casa un bellissimo scampolo di qualità regalatole molto tempo prima che in parte aveva utilizzato cucendo una maglia ma che le erano rimaste due “strisce di stoffa” che non sapeva come usare. Appena mi chiese se ero interessata per crearci qualche gioiello in tessuto, diedi un’occhiata a mia madre che annuì e risposi entusiasta: <<Certo! Adoro le stoffe vintage, ti fanno pensare e viaggiare con la mente>>.

E’ fu così che mia mamma, con le sue abili mani qualche giorno dopo, mettendo in pratica le misure e le constatazioni da esperta, sostenendo di non poterli trasformare in tubolari (vedi qui sotto) perché la stoffa si potrebbe deformare al passaggio delle perline, era d’accordo nel cucire due sciarpe ad anello. Facendo una prova davanti allo specchio e pensando che con tutti i bei bottoni contenuti nelle nostre scatole di latta qualcuno da abbinare ci sarebbe sicuramente stato.

Delle due realizzate, una si trova in America, regalata dal figlio alla madre per Natale. L’altra è invece pronta a continuare la sua storia e il suo viaggio….

Se hai domande e curiosita’ scrivimi su mediterraneanart@libero.it

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Le tendine di pesci: decorazioni mobili di legno in stile marino per la casa

Cercare legnetti sulla spiaggia non è stata mica una passeggiata la prima volta che siamo usciti. Credo fosse in gennaio di primo pomeriggio. Mi fece una forte impressione ricordare la stessa spiaggia in estate quando è chiassosa, colma di ombrelloni e gonfiabili con quella desolata che si mostrava davanti a me. Dovunque c’erano tronchi, grosse pietre e uno spazio visibilmente più ridotto di quanto ricordassi. Nelle mareggiate invernali le onde sono così lunghe che dimezzano la spiaggia, ma è anche vero che l’erosione delle coste è visibile senza bisogno di strumenti tecnici. Insomma ero persa in pensieri ambientalistici quando, dopo aver sentito il mio nome, mi sono voltata a guardare il sacchetto di mio zio. Era pieno. Ho guardato il mio. Era vuoto. Allora mi propose di fare cambio, cosi poteva raccoglierne altri due o tre prima di tornare.

Una volta a casa si fa una seconda selezione della raccolta. Quelli scartati andranno nella stufa, gli altri staranno per un po in disparte per controllare che non abbiano “ospiti” all’interno. Sarebbe un vero peccato realizzare una tendina per poi scoprire che si deve bruciare nella stufa! Passata la “quarantena” verranno utilizzati per creare le famose tendine di pesci. Dalla lunghezza del ramo dipende il numero dei fori da cui passeranno i fili dove pesci di vari colori saranno appesi.

Per creare pesci, farfalle e gli altri animali fantastici il legno utilizzato è quello di abete che si vende in pannelli di diverse misure e spessori nei negozi di falegnameria. Quindi c’è subito la sicurezza di non trovare un legno contaminato e ci si può subito mettere al lavoro. Sul pannello si fanno i contorni sagomati con la dima, cercando di lasciare meno scarto possibile (che comunque finirà nella stufa) e poi si passa al taglio. Il successivo passaggio è il carteggio (quanta polvere!) e finalmente si può dare la prima passata di colore, rilassandosi mentre si ascolta la radio. Per fare questo tipo di lavori c’è bisogno di uno spazio esterno a casa, la polvere del taglio e poi della carteggiatura si disperde dappertutto. Ci sono periodi dell’anno dove non si vede un piano libero! Quando sono ad asciugare, pesci, totani, funghi, sicilie, mi ricorda tanto l’essicazione dei pomodori ed è così divertente! I pesci che andranno a comporre le tendine hanno sorte diversa delle calamite che saranno decorate in toto. Di solito ai pesci si fanno gli occhi, una parte per volta se no il colore nero dell’iride si mischia al bianco della pupilla e un lato per volta. Una volta asciutto si bucano. I magneti invece si dipingono con il colore di base da entrambi i lati poi la decorazione avviene da una parte soltanto.

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Tendina a sei fili con due rami dipinti di rosso

Segui la nostra bacheca su Pinterest per vedere la collezione : https://www.pinterest.com/mediterraneanart/aeolian-islands/