MALTA

Learning languages

Learning a language has always attracted me but I believed it was secondary in my life plans. I have given priority to my specific studies and work career and never thought to move abroad. But life is incredibly changeable and it is better to grab new opportunities when they arise.

Looking back to my first days on the island of Malta years ago,I can remember how insecure I was in speaking another language for the first time in life. I must say that I studied English language and culture at school, nearly twenty years ago. What happened after that I rarely practised it until landing in Malta.

Having started a new job, all of a sudden I have realized to be able to speak English twelve hours a day.

During the first weeks I was mentally exhausted. I found out that changing language was very tiring because I was translating word for word from Italian. Slowly this kind of stress went down and I acquired more self-esteem.

Today I keep revising English, but after some time since landing on the island, I have come up with the idea to learn the other official language of this country. This is why I guess, Maltese clearly also derives from my native local language, Sicilian. I realized it just after listening to some people talking on television during a movie. The whole history, culture and folklore of the two islands are strongly connected. It would be obvious to notice when looking at a map, but when you are inside it, personal feelings and reactions are different. 

It has already been one year since I started learning the archipelago original language, that is a mixture of semitic languages coming mostly from North African Arabic, Italian and English. It is indeed quite complex for me to conjugate the verbs and some names as well, since there are quite as such irregularities, but I am confident I will be able to speak it. 

As in every language we want to learn, time is our friend. 

I attended an extensive course last year, about 90 lesson hours plus a short course where it was asked of me, as a writing exercise, to prepare some slides relating to my culture and origins. It is a bit complicated if you do not have a Maltese keyboard. 

In fact the Maltese alphabet is the only semitic language in Europe using the Latin alphabet, with some characteristics. They read ħ as for “hello”, while h is silent. Letter g is read as the word “great”, whereas ġ as the word “general”.

They also have two z, one with a dot on top and one without. Their ċ can be read as  “city”. Their particular letter is then pronounced “ain”. They consider it as a single consonant.

Comparing it with the English alphabet, I have encountered less difficulties in reading, apart from words containing the letter Q. Looking at its phonetic symbol: /ʔ/ it has a particular pronunciation.

I had to work on it, but now I am quite sure about pronouncing it quite well.

English

The light wool offcut : a handmade loop scarf necklace

What I have learnt in my childhood and what I keep trying to adopt in my everyday life, are my mum’s lesson on recycling, especially of clothes, fabrics and sewing equipment. 

That is why I would like to say something about it. 

When I was a child there were times where people used to buy fabrics at the weekly open air market or else in the only two haberdasheries of the local area that sold fabrics and finishing named “Cubo magico” and “Merceria Raffa”. Thirty years ago it was not custom to purchase all one’s clothes from shops. Much rather there was at least a tailor in the family or in the neighbourhood.

I can still remember when the kitchen table was full of tailor’s paper pinned on cloth strips of different sizes. Women of our village came to sew together almost every day with my mother or just to ask her advice. I liked listening to their conversations about new issues of those fashion magazines with included all model patterns that they usually swapped. 

During the last Christmas holidays, some family friends came for dinner. The topic of  conversation was firstly on Christmas presents. We overall receive clothes or accessories, so the talk moved around fashion and trends. What all of us agreed was that nowadays people buy “fast fashion” because there is not time to sew anymore. Apart from that, it may be a paradox but in our area it is now difficult to find fabric sellers.

It was there that my mum’s friend remembered a stored beautiful woolen offcut gifted a long time before. She said that it had a floral pattern with dark red tones, soft to the touch and lightweight. She partially used it years before to make a shirt, but she did not know what to do with what was left. As soon as she asked if it could be useful to me, I looked at my mother who nodded and enthusiastically replied: <<Of course! I love vintage fabrics, they make you think and travel within your mind >>.

A few weeks later me and my mum put our ideas into practice. 

She started with measurements and claimed that the length was not enough for a long stole, as I had thought at the beginning. Instead she suggested sewing two loop scarves and immediately we both  agreed to adorn them with some vintage buttons. I went straight to find two good ones in an old biscuit tin where she keeps them.


I suppose it took her only an hour to sew them. Even though if they were been two simple things, the satisfaction you feel by creating something with your hands it is so much that makes time pass by quickly.


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Lo scampolo di fresco lana: Sciarpa ad anello in tessuto floreale rosso fatta a mano

Fin da ragazzina mi hanno insegnato a fare sempre domande per capire la natura delle cose e la mia insegnante di storia e filosofia ha lasciato un gran segno nel mio modo di pensare e fare. Per ogni cosa cerco una causa ed un effetto, possibili connessioni esistenti…solo pensando in questo modo sento di raggiungere una migliore comprensione di un fatto o comportamento e un diverso livello di significato per qualcosa, oggetto o astrazione.

Un’altra cosa poi che fa parte di me e che ho appreso in particolare dalle donne di casa, nonna e mamma, è riciclare il più possibile, con riferimento a vestiti, tessuti e finiture come bottoni, cerniere e quant’altro. Detto ciò vorrei raccontare di una, o meglio due collane sciarpa.

Gianna, una cara amica di famiglia, conservava da circa trent’anni uno scampolo di tessuto che le aveva regalato la cognata quando ancora lavorava in una fabbrica di tessuti su in Veneto. Erano tempi in cui dalle parti dove sono cresciuta si comprava la stoffa al mercato o dalla signora Raffa o al Cubo Magico (le uniche mercerie della zona che vendevano tessuti per abiti). Allora non tutti avevano il guardaroba acquistato in negozio, piuttosto si facevano gli abiti in casa, soprattutto ai bambini e signore. Mi torna in mente quando da bambina vedevo spesso sul tavolo della cucina carta velina puntata con gli spilli sopra strisce di stoffa di formato diverso e alcune donne del paese invitate o per cucire con mia mamma o per discutere su come rifinire o modificare un capo. Mi piaceva ascoltare le loro conversazioni sul nuovo numero della rivista di moda con tutti i cartamodelli che si passavano e si scambiavano e su quello del catalogo di Postal Market dove potevano trovare nuovi spunti e idee.

Durante le scorse vacanze natalizie Gianna e il marito erano da miei a cena e si discuteva che al giorno d’oggi si compri “fatto e buono” perche’ non si ha più tempo da dedicare alla realizzazione di un unico capo e anche perché in zona è ormai difficile trovare commercianti di stoffa.
E’ così fu che Gianna ricordò di avere a casa un bellissimo scampolo di qualità regalatole molto tempo prima che in parte aveva utilizzato cucendo una maglia ma che le erano rimaste due “strisce di stoffa” che non sapeva come usare. Appena mi chiese se ero interessata per crearci qualche gioiello in tessuto, diedi un’occhiata a mia madre che annuì e risposi entusiasta: <<Certo! Adoro le stoffe vintage, ti fanno pensare e viaggiare con la mente>>.

E’ fu così che mia mamma, con le sue abili mani qualche giorno dopo, mettendo in pratica le misure e le constatazioni da esperta, sostenendo di non poterli trasformare in tubolari (vedi qui sotto) perché la stoffa si potrebbe deformare al passaggio delle perline, era d’accordo nel cucire due sciarpe ad anello. Facendo una prova davanti allo specchio e pensando che con tutti i bei bottoni contenuti nelle nostre scatole di latta qualcuno da abbinare ci sarebbe sicuramente stato.

Delle due realizzate, una si trova in America, regalata dal figlio alla madre per Natale. L’altra è invece pronta a continuare la sua storia e il suo viaggio….

Se hai domande e curiosita’ scrivimi su mediterraneanart@libero.it

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Le tendine di pesci: decorazioni mobili di legno in stile marino per la casa

Cercare legnetti sulla spiaggia non è stata mica una passeggiata la prima volta che siamo usciti. Credo fosse in gennaio di primo pomeriggio. Mi fece una forte impressione ricordare la stessa spiaggia in estate quando è chiassosa, colma di ombrelloni e gonfiabili con quella desolata che si mostrava davanti a me. Dovunque c’erano tronchi, grosse pietre e uno spazio visibilmente più ridotto di quanto ricordassi. Nelle mareggiate invernali le onde sono così lunghe che dimezzano la spiaggia, ma è anche vero che l’erosione delle coste è visibile senza bisogno di strumenti tecnici. Insomma ero persa in pensieri ambientalistici quando, dopo aver sentito il mio nome, mi sono voltata a guardare il sacchetto di mio zio. Era pieno. Ho guardato il mio. Era vuoto. Allora mi propose di fare cambio, cosi poteva raccoglierne altri due o tre prima di tornare.

Una volta a casa si fa una seconda selezione della raccolta. Quelli scartati andranno nella stufa, gli altri staranno per un po in disparte per controllare che non abbiano “ospiti” all’interno. Sarebbe un vero peccato realizzare una tendina per poi scoprire che si deve bruciare nella stufa! Passata la “quarantena” verranno utilizzati per creare le famose tendine di pesci. Dalla lunghezza del ramo dipende il numero dei fori da cui passeranno i fili dove pesci di vari colori saranno appesi.

Per creare pesci, farfalle e gli altri animali fantastici il legno utilizzato è quello di abete che si vende in pannelli di diverse misure e spessori nei negozi di falegnameria. Quindi c’è subito la sicurezza di non trovare un legno contaminato e ci si può subito mettere al lavoro. Sul pannello si fanno i contorni sagomati con la dima, cercando di lasciare meno scarto possibile (che comunque finirà nella stufa) e poi si passa al taglio. Il successivo passaggio è il carteggio (quanta polvere!) e finalmente si può dare la prima passata di colore, rilassandosi mentre si ascolta la radio. Per fare questo tipo di lavori c’è bisogno di uno spazio esterno a casa, la polvere del taglio e poi della carteggiatura si disperde dappertutto. Ci sono periodi dell’anno dove non si vede un piano libero! Quando sono ad asciugare, pesci, totani, funghi, sicilie, mi ricorda tanto l’essicazione dei pomodori ed è così divertente! I pesci che andranno a comporre le tendine hanno sorte diversa delle calamite che saranno decorate in toto. Di solito ai pesci si fanno gli occhi, una parte per volta se no il colore nero dell’iride si mischia al bianco della pupilla e un lato per volta. Una volta asciutto si bucano. I magneti invece si dipingono con il colore di base da entrambi i lati poi la decorazione avviene da una parte soltanto.

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Tendina a sei fili con due rami dipinti di rosso

Segui la nostra bacheca su Pinterest per vedere la collezione : https://www.pinterest.com/mediterraneanart/aeolian-islands/

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Sciarpa collana nodini di stoffa

Fino al 16 dicembre 2018 le collane di stoffa e corda sono in sconto del 15%.

E’ una buona opportunita’ per conoscere i nostri prodotti unici e fatti a mano. Facciamo originali gioielli in stoffa, fettuccia elasticizzata e tricotin di lana. Ogni modello e’ diverso da un altro in quanto utilizzo scampoli nella maggior parte dei casi, cercando di riciclare il piu’ possibile.

Accettiamo anche ordini personalizzati. Se hai visto un modello che ti piace ma lo vorresti di un altro colore, scrivici mediterraneanart@libero.it e lo realizzeremo insieme.

Leggi qui alcune delle nostre recensioni, ne sono molto orgogliosa :

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Mediterranean Art

Buon lunedì!

Per molti la fine delle vacanze natalizie, dunque qualche giorno fa, ha coinciso con il triste imballaggio dell’albero e di tutti i decori sparsi qua e la per casa. Eh sì, è toccato anche a me, ma in modo un po diverso.

Intanto mi presento: mi chiamo Rosa, ho 33 anni e scrivo dalla Sicilia. Da circa due anni partecipo a mercatini di artigianato esponendo sul mio banchetto oggetti e bigiotteria fatti da me e mio zio. Sembra una cosa semplice ma non lo è poi tanto. Incarta, imballa, carica, scarica, monta, allestisci…si usano molti verbi in questa attività che sarà l’argomento principale del blog.

Dunque anch’io come molti i giorni scorsi ho chiuso nelle scatole gli addobbi, ma quelli che sono rimasti invenduti. Ho fatto una sorta di inventario e diviso gli oggetti per categoria. Cellofanato l’ espositore a forma di albero di Natale, ho fatto un pochino di spazio in una casa che a volte sembra più un laboratorio.

Mentre aspetto la primavera per trasformarmi nuovamente in girovaga, mi dedicherò al negozio on line su Etsy e naturalmente a nuove creazioni!

www.etsy.com/it/shop/MediterraneanArt