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The light wool scrap : a handmade floral red loop scarf necklace

I learnt to make questions about the nature of things when I was a child, especially by the methodology approach of my history teacher. Cause and effect, existing connections, only thinking like that I feel to have a deeper understanding of a event or attributing a different level of significance to something. Another thing I learnt in my childhood and I try to adopt everyday are my grandma and mum lessons on recycling, especially on clothes, fabric and finishing. That is why I would like to say something on a necklace, or better two of those.

Gianna, a dear friend of my family, had been conserving for thirty years a scrap of light wool that her sister-in-law had given her many years before. They were times when people used to buy fabric at the weekly open air market or in the only two shops in the area that sold fabric and finishing, called “Cubo magico” and “Merceria Raffa”. Thirty years ago did not everyone purchase all his own clothes from shops, much rather they used to make themselves or order custom made clothes, especially for children and ladies.
I can still remember  when I was a child and I often saw on the kitchen table some tissue paper on strips of cloth of different sizes and some women of our village invited to sew with my mother or just to discuss how to finish or modify a garment. I liked listening to their conversations about a new issue of fashion magazines and patterns they swapped and also about fashion on “Postal Market” a printed catalog, thick as a phone directory, where they could find new ideas.

During last Christmas holidays, Gianna and her husband were invited for having dinner and we talked that nowadays people buy “fast fashion” because there is no time to sew just a single garment and consequently of new trends, in our area it is now difficult find cloth hawkers.
It was there that Gianna remembered to keep at home a beautiful piece of cloth gifted such time before. It was partially been used for a shirt but what left she did not know how to use it. As soon as she asked me if I was interested in making some fabric jewelry, I looked at my mother who nodded and I enthusiastically answered: <<Of course! I love vintage fabrics, they make you thinking and travelling in your mind >>.

And this is what my mum, few weeks later through her skilled hands put into practice. At first she took measurements claiming that this scrap was not suitable for something like this

because the fabric could put out of shape when beads go through, so she suggested to sew two loop scarves. We both thought to adorn them with some vintage buttons we keep in old biscuit boxes. Between the two we made, one is in America purchased as Mother’s day gift. The other is this one ready so you could be whom can continue this story…

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Mobile wooden fish : carved and painted marine decor

The first time I decided to go out with my uncle looking for some driftwood was not as easy as I thought while closing the main door. I can still remember: it was in January in the early afternoon. Once there, I got in my mind the same beach but in the summer season, noisy, full of umbrellas and inflatables in spite of the desolation showing that time in front of me. Wherever there were trunks, large stones and an overall smaller space than I could remember. In winter storms waves are so long that they halve the depth of the entire beach, but it is also true that the erosion of the coasts is visible without technical tools. In short, I got lost in my environmental thoughts when, after hearing my name, I turned back to look at my uncle’s bag. It was full. I looked at mine. It was empty. Wisely he suggested to swap shopping bag so he could gather two or three more driftwood before going back home.

Later, he done a more accurate selection of wood. Those which were discarded would rather go into the stove, others would stand aside for a while to check they do not have “disagreeable guests” . It would be a pity to make a wooden mobile and then find out to burn it into the stove! After “quarantine” those will be used to create fish mobiles. It depends from the length of a single branch how big and high will become the decor.

While fish, butterflies, swans, geckos and other fantastic animals are made of fir that is sold in boards of different size and thickness in carpentry stores. On each board (approx size is 28″x40″) first he draws the contours shaped with the template, trying to leave as little scrap as possible (which will eventually end up in the stove) and then moves on to carving. The next step is smoothing (how much dust!). Finally he starts painting, relaxing while listening to the radio. During winter months as February and March the entire apartment is full of boards where lying all these creatures. While drying, fish, squids, mushrooms, Sicilies remind me sun dried tomatoes and it looks so weird! All those fish filling the mobiles will have a different treatment from magnets that will be decorated in full. Usually their eyes are painted one part at a time, if not the black color of the iris would be mixed with the white of the pupil. Unlikely the wooden magnets are painted first with the same color on both sides, then the decoration takes place on one side only. The following step is drilling each fish so then will be easier building up the mobile.

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Lo scampolo di fresco lana: Sciarpa ad anello in tessuto floreale rosso fatta a mano

Fin da ragazzina mi hanno insegnato a fare sempre domande per capire la natura delle cose e la mia insegnante di storia e filosofia ha lasciato un gran segno nel mio modo di pensare e fare. Per ogni cosa cerco una causa ed un effetto, possibili connessioni esistenti…solo pensando in questo modo sento di raggiungere una migliore comprensione di un fatto o comportamento e un diverso livello di significato per qualcosa, oggetto o astrazione.

Un’altra cosa poi che fa parte di me e che ho appreso in particolare dalle donne di casa, nonna e mamma, è riciclare il più possibile, con riferimento a vestiti, tessuti e finiture come bottoni, cerniere e quant’altro. Detto ciò vorrei raccontare di una, o meglio due collane sciarpa.

Gianna, una cara amica di famiglia, conservava da circa trent’anni uno scampolo di tessuto che le aveva regalato la cognata quando ancora lavorava in una fabbrica di tessuti su in Veneto. Erano tempi in cui dalle parti dove sono cresciuta si comprava la stoffa al mercato o dalla signora Raffa o al Cubo Magico (le uniche mercerie della zona che vendevano tessuti per abiti). Allora non tutti avevano il guardaroba acquistato in negozio, piuttosto si facevano gli abiti in casa, soprattutto ai bambini e signore. Mi torna in mente quando da bambina vedevo spesso sul tavolo della cucina carta velina puntata con gli spilli sopra strisce di stoffa di formato diverso e alcune donne del paese invitate o per cucire con mia mamma o per discutere su come rifinire o modificare un capo. Mi piaceva ascoltare le loro conversazioni sul nuovo numero della rivista di moda con tutti i cartamodelli che si passavano e si scambiavano e su quello del catalogo di Postal Market dove potevano trovare nuovi spunti e idee.

Durante le scorse vacanze natalizie Gianna e il marito erano da miei a cena e si discuteva che al giorno d’oggi si compri “fatto e buono” perche’ non si ha più tempo da dedicare alla realizzazione di un unico capo e anche perché in zona è ormai difficile trovare commercianti di stoffa.
E’ così fu che Gianna ricordò di avere a casa un bellissimo scampolo di qualità regalatole molto tempo prima che in parte aveva utilizzato cucendo una maglia ma che le erano rimaste due “strisce di stoffa” che non sapeva come usare. Appena mi chiese se ero interessata per crearci qualche gioiello in tessuto, diedi un’occhiata a mia madre che annuì e risposi entusiasta: <<Certo! Adoro le stoffe vintage, ti fanno pensare e viaggiare con la mente>>.

E’ fu così che mia mamma, con le sue abili mani qualche giorno dopo, mettendo in pratica le misure e le constatazioni da esperta, sostenendo di non poterli trasformare in tubolari (vedi qui sotto) perché la stoffa si potrebbe deformare al passaggio delle perline, era d’accordo nel cucire due sciarpe ad anello. Facendo una prova davanti allo specchio e pensando che con tutti i bei bottoni contenuti nelle nostre scatole di latta qualcuno da abbinare ci sarebbe sicuramente stato.

Delle due realizzate, una si trova in America, regalata dal figlio alla madre per Natale. L’altra è invece pronta a continuare la sua storia e il suo viaggio….

Se hai domande e curiosita’ scrivimi su mediterraneanart@libero.it

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Le tendine di pesci: decorazioni mobili di legno in stile marino per la casa

Cercare legnetti sulla spiaggia non è stata mica una passeggiata la prima volta che siamo usciti. Credo fosse in gennaio di primo pomeriggio. Mi fece una forte impressione ricordare la stessa spiaggia in estate quando è chiassosa, colma di ombrelloni e gonfiabili con quella desolata che si mostrava davanti a me. Dovunque c’erano tronchi, grosse pietre e uno spazio visibilmente più ridotto di quanto ricordassi. Nelle mareggiate invernali le onde sono così lunghe che dimezzano la spiaggia, ma è anche vero che l’erosione delle coste è visibile senza bisogno di strumenti tecnici. Insomma ero persa in pensieri ambientalistici quando, dopo aver sentito il mio nome, mi sono voltata a guardare il sacchetto di mio zio. Era pieno. Ho guardato il mio. Era vuoto. Allora mi propose di fare cambio, cosi poteva raccoglierne altri due o tre prima di tornare.

Una volta a casa si fa una seconda selezione della raccolta. Quelli scartati andranno nella stufa, gli altri staranno per un po in disparte per controllare che non abbiano “ospiti” all’interno. Sarebbe un vero peccato realizzare una tendina per poi scoprire che si deve bruciare nella stufa! Passata la “quarantena” verranno utilizzati per creare le famose tendine di pesci. Dalla lunghezza del ramo dipende il numero dei fori da cui passeranno i fili dove pesci di vari colori saranno appesi.

Per creare pesci, farfalle e gli altri animali fantastici il legno utilizzato è quello di abete che si vende in pannelli di diverse misure e spessori nei negozi di falegnameria. Quindi c’è subito la sicurezza di non trovare un legno contaminato e ci si può subito mettere al lavoro. Sul pannello si fanno i contorni sagomati con la dima, cercando di lasciare meno scarto possibile (che comunque finirà nella stufa) e poi si passa al taglio. Il successivo passaggio è il carteggio (quanta polvere!) e finalmente si può dare la prima passata di colore, rilassandosi mentre si ascolta la radio. Per fare questo tipo di lavori c’è bisogno di uno spazio esterno a casa, la polvere del taglio e poi della carteggiatura si disperde dappertutto. Ci sono periodi dell’anno dove non si vede un piano libero! Quando sono ad asciugare, pesci, totani, funghi, sicilie, mi ricorda tanto l’essicazione dei pomodori ed è così divertente! I pesci che andranno a comporre le tendine hanno sorte diversa delle calamite che saranno decorate in toto. Di solito ai pesci si fanno gli occhi, una parte per volta se no il colore nero dell’iride si mischia al bianco della pupilla e un lato per volta. Una volta asciutto si bucano. I magneti invece si dipingono con il colore di base da entrambi i lati poi la decorazione avviene da una parte soltanto.

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Tendina a sei fili con due rami dipinti di rosso

Segui la nostra bacheca su Pinterest per vedere la collezione : https://www.pinterest.com/mediterraneanart/aeolian-islands/

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Sciarpa collana nodini di stoffa

Fino al 16 dicembre 2018 le collane di stoffa e corda sono in sconto del 15%.

E’ una buona opportunita’ per conoscere i nostri prodotti unici e fatti a mano. Facciamo originali gioielli in stoffa, fettuccia elasticizzata e tricotin di lana. Ogni modello e’ diverso da un altro in quanto utilizzo scampoli nella maggior parte dei casi, cercando di riciclare il piu’ possibile.

Accettiamo anche ordini personalizzati. Se hai visto un modello che ti piace ma lo vorresti di un altro colore, scrivici mediterraneanart@libero.it e lo realizzeremo insieme.

Leggi qui alcune delle nostre recensioni, ne sono molto orgogliosa :

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Mediterranean Art

Buon lunedì!

Per molti la fine delle vacanze natalizie, dunque qualche giorno fa, ha coinciso con il triste imballaggio dell’albero e di tutti i decori sparsi qua e la per casa. Eh sì, è toccato anche a me, ma in modo un po diverso.

Intanto mi presento: mi chiamo Rosa, ho 33 anni e scrivo dalla Sicilia. Da circa due anni partecipo a mercatini di artigianato esponendo sul mio banchetto oggetti e bigiotteria fatti da me e mio zio. Sembra una cosa semplice ma non lo è poi tanto. Incarta, imballa, carica, scarica, monta, allestisci…si usano molti verbi in questa attività che sarà l’argomento principale del blog.

Dunque anch’io come molti i giorni scorsi ho chiuso nelle scatole gli addobbi, ma quelli che sono rimasti invenduti. Ho fatto una sorta di inventario e diviso gli oggetti per categoria. Cellofanato l’ espositore a forma di albero di Natale, ho fatto un pochino di spazio in una casa che a volte sembra più un laboratorio.

Mentre aspetto la primavera per trasformarmi nuovamente in girovaga, mi dedicherò al negozio on line su Etsy e naturalmente a nuove creazioni!

www.etsy.com/it/shop/MediterraneanArt